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Prima visita dal dentista. Molte volte in questi anni di lavoro mi è stata rivolta questa domanda: a che età devo portare mio figlio per la prima volta dal dentista? Qual è l’età più indicata per far visitare un bambino? La mia risposta è sempre la stessa “portatelo ogni volta che vi recate dal dentista per voi o per gli altri figli più grandi perché intercettare un problema vuol dire tempi di cura più brevi, minori costi e maggiore possibilità di guarigione al 100%”.

Prima visita dal dentista: tranquillità a prima vista.

 

Questo simpaticissimo video è tratto dal film “Alla Ricerca di Nemo“. La scena riprodotta si verifica abitualmente nello studio di un dentista, soprattutto nel caso dei bambini. In effetti il primo contatto con lo studio del dentista dovrebbe essere soft e piacevole. Il bambino deve abituarsi ai colori, agli odori, ai rumori, deve imparare a conoscere il personale che vi lavora, essere chiamato per nome e salutato. A queste sensazioni deve associare un ricordo positivo.

Purtroppo non sempre è così.

Alla prima visita dal dentista il bambino spesso arriva in situazione di urgenza. Avverte dolore oppure si è già verificata una frattura.  Il genitore che lo accompagna è spesso fobico, può aver ascoltato in famiglia o a scuola esperienze negative. Paura e chiusura verso il dentista sono le naturali conseguenze.

La prima visita dal dentista dovrebbe essere invece un momento sereno sia per bambino che per il professionista. Occorre tempo per conoscere il nostro piccolo e nuovo paziente nella sua totalità: le sue abitudini, il suo sonno, la sua alimentazione, il suo stato di salute, il tenore dell’igiene orale di tutta la famiglia.

Prima visita dal dentista: l’età ideale.

L’età ideale per la prima visita dal dentista è 3-4 anni. In questa fascia di età il bambino ha completato la dentizione decidua , ha già memoria e può partecipare attivamente alla sua prima visita senza avere la sensazione di subirla.

Prima visita dal dentista: cosa facciamo.

La prima visita dal dentista va accompagnata da una pratica fondamentale e spesso trascurata: la raccolta dei dati anamnestici.

Del piccolo paziente e la sua famiglia si annotano in scheda la familiarità per:

  • la carie;
  • la classe ortodontica;
  • malattia parodontale;
  • agenesie;
  • elementi inclusi.

Annotiamo il tipo di alimentazione e le abitudini di igiene orale di tutta la famiglia e le malattie da raffreddamento, le allergie, le patologie neonatali del bambino.

Indaghiamo se sussistono abitudini viziate dopo i 3 anni quali ad esempio l’uso del biberon, del ciuccio, dello zucchero o del miele sulle tettarelle, la suzione del dito o del cuscino, la respirazione a bocca aperta, il russamento e i risvegli notturni.

Osserviamo  il viso del bimbo in particolare il colorito, le proporzioni, la simmetria, il profilo, così come le labbra, il naso e i tessuti periorali.

Non solo, parlando col bambino possiamo notare eventuali difetti di pronuncia, deglutizione atipica, voce nasale, deviazioni della mandibola.

Osserviamo anche le mani del bambino per vedere se ci sono unghie rosicchiate.

Prima visita dal dentista: perché farla al più presto.

Un consiglio dato ad un’età così tenera può migliorare lo stato di salute di un bambino o evitare il peggioramento di uno stato preesistente.

Quando il bambino inizia a cambiare gli incisivi e, dietro ai denti da latte, erompe il primo molare permanente, si parla di inizio della dentizione mista, fase abbastanza lunga, in cui, all’interno della bocca, convivono denti da latte e denti permanenti .

Il piccolo paziente arriva da noi quasi sempre in questa fase, all’incirca a 7 anni. I genitori hanno dubbi sui tempi della permuta, sulla posizione di un incisivo inferiore che erompe dietro il permanente, per una frattura, per il mento sporgente, per gli incisivi laterali che non riescono ad uscire e così via.

La precocità di diagnosi può intercettare il sopraggiungere di fasi peggiorative della patologia che richiederebbero cure più lunghe e costose.

Qualche esempio: si può intercettare l’inclusione del canino superiore o curare molto precocemente il morso crociato laterale prima che il viso perda simmetria in modo definitivo; si può intercettare la carenza di spazio in arcata in modo da favorire la corretta eruzione degli elementi dentari e accorciare o annullare la terapia ortodontica successiva.

Intercettare la suscettibilità alla carie fa risparmiare alla famiglia e al paziente future spese e sofferenze .

Obiettivo della prima visita dal dentista è anche quello di intercettare eventuali maltrattamenti fisici e/o psicologici  o scarsa cura del bambino. In prima visita abbiamo l’opportunità di osservare il nostro paziente nella sua totalità, dalla testa ai piedi. È obbligo dell’odontoiatra prestare massima attenzione a stati di trascuratezza del bimbo, malnutrizione in eccesso o in difetto, scarsa igiene personale, segni sul volto, sul collo, sul palato duro e molle, interno guance e labbra, fratture dentali in cui la ricostruzione dei fatti accaduti non è chiarissima, stati di agitazione in presenza del genitore. A tal riguardo è interessante l’articolo su “La tutela dei minori dai maltrattamenti: il ruolo dell’odontoiatra” dell’Associazione Italiana Odontoiatri.

Sono molte le cose da valutare, con attenzione, amore e responsabilità nei confronti delle generazioni future.

Vuoi maggiori informazioni? Chiamaci allo 085 9493 573.

 

 

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