
La respirazione orale del bambino
Marzo 18, 2021Si tratta di una condizione piuttosto comune, spesso ereditaria, e riconoscerla per tempo è fondamentale per poter pianificare un trattamento efficace e preservare l’armonia del sorriso.
Come si scopre l’anegesia
Durante le prime visite, l’odontoiatra può sospettare la presenza di agenesia. La conferma arriva con esami radiografici, in particolare con l’ortopanoramica. In alcuni casi, per approfondire la diagnosi, si ricorre anche a una cone beam 3D o a radiografie endorali. È importante estendere i controlli anche ai familiari del paziente, poiché l’agenesia può avere una componente genetica.
Agenesia o inclusione?
L’agenesia non va confusa con l’inclusione dentale:
- nel caso dell’inclusione, il dente è presente ma non riesce a erompere;
- nell’agenesia, invece, il dente non si è mai formato.
Quali denti sono più colpiti
Le agenesie più frequenti riguardano i terzi molari (i denti del giudizio), ma possono interessare anche:
- i secondi premolari,
- i canini,
- gli incisivi laterali superiori,
- e, più raramente, gli incisivi centrali.
L’agenesia può essere monolaterale (un solo lato) o bilaterale (entrambi i lati) e, nei casi asimmetrici, può causare deviazioni della linea mediana del sorriso.
Quando l’assenza di un dente diventa un problema
L’agenesia che interessa i denti del giudizio solitamente non crea difficoltà.
Diverso è quando mancano denti esteticamente e funzionalmente importanti, come gli incisivi laterali superiori o i canini: in questi casi è bene intervenire subito per evitare conseguenze sull’estetica e sull’allineamento dei denti vicini.
Un esempio tipico è la mancanza di un incisivo laterale superiore, che può favorire anche l’inclusione del canino, poiché quest’ultimo perde il punto di riferimento necessario per la sua corretta eruzione.
Cosa fare in caso di agenesia
La tempestività è fondamentale. È importante rivolgersi a un ortodontista esperto, che saprà valutare la giusta tempistica d’intervento: in alcuni casi è meglio intervenire subito, in altri conviene attendere la permuta dentaria.
La scelta del trattamento dipende da diversi fattori:
- tipo di agenesia,
- età del paziente,
- affollamento dentario,
- esigenze estetiche e funzionali,
- e, nei bambini e adolescenti, anche dall’aspetto emotivo.
Le possibili soluzioni
Le opzioni di trattamento possono essere:
- ortodontiche,
- protesiche,
- o una combinazione delle due.
Oggi la tendenza è quella di chiudere gli spazi per evitare il ricorso a impianti o protesi adesive nel settore anteriore — soluzioni spesso più visibili e costose. In questo caso, i denti adiacenti vengono spostati per chiudere lo spazio e successivamente modellati con compositi o faccette per armonizzare il sorriso e renderlo più naturale.
Quando questa strategia non è praticabile, si mantiene invece lo spazio del dente “mai nato”, sostituendolo in seguito con una protesi definitiva (generalmente dopo i 18 anni).
In sintesi
L’agenesia dentale non è solo una questione estetica: può influire sull’occlusione, sulla masticazione e sulla stabilità dei denti vicini.
Una diagnosi precoce e un piano di trattamento personalizzato sono la chiave per mantenere un sorriso sano, equilibrato e naturale.
Qualche esempio

Sorriso tipico di adulto con agenesia dell’incisivo laterale superiore di destra. Sorriso asimmetrico con la punta del canino ben in evidenza.

Immagine opt di un bimbo con agenesia dell’incisivo laterale superiore (freccia rossa), incisivo controlaterale presente (freccia verde)

Agenesia dei premolari inferiori in un bimbo.
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